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Mantova

 

Il primo villaggio risale a circa il 2000 a.C. Nel VI secolo a.C. si sviluppò la città etrusca. Dopo la dominazione della tribù dei Galli Cenomani vi fu la conquista dei Romani. Il territorio mantovano fu colonizzato dai soldati veterani di Augusto.

Recenti scavi archeologici nella centralissima Piazza Sordello potrebbero riscrivere la storia antica di Mantova. A poche decine di centimetri di profondità, sotto la pavimentazione d'epoca medievale, è stato rintracciato un mosaico di epoca imperiale romana, probabilmente parte di una splendida domus. Nell'attesa di una più estesa attigua ricerca archeologica, alla luce di tale scoperta verrebbe rivalutata l'importanza della Mantova romana.

Caduto l'Impero Romano, Mantova fu invasa da Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi. Intorno all'anno mille, Mantova entrò a far parte per lungo tempo dei possedimenti dei Canossa. Ne fu elevata a capitale da Bonifacio III senza averne in cambio la fedeltà sperata. All'assasinio di quest'ultimo ci fu la successione con la figlia nata a Mantova nel 1046, la contessa Matilde, alla cui morte, avvenuta nel 1115, la città si costituì in libero Comune.

Nel 1273 Pinamonte Bonacolsi iniziò il periodo in cui Mantova fu sotto la guida di una Signoria. Il 16 agosto 1328 Rinaldo, detto il Passerino, l'ultimo dei Bonacolsi, fu ucciso durante una rivolta popolare che portò i Corradi da Gonzaga, inizialmente contadini che si arricchirono grazie al loro commercio dei prodotti ricavati dai campi, ad acquisire il potere. Essendo originari di Gonzaga, furono ben presto identificati con l'appellativo del solo toponimo di provenienza, divenendo una delle più celebri e longeve famiglie del Rinascimento italiano.

Inizialmente Capitani del Popolo, nel 1433 Gianfrancesco Gonzaga, dopo il matrimonio del figlio Ludovico con Barbara di Brandeburgo nipote dell'Imperatore germanico Sigismondo, ottenne il titolo di Marchese. La politica gonzaghesca era una tenace difesa di un continuo equilibrio tra le potenze confinanti: Repubblica di Venezia, Milano, Ferrara e i possedimenti pontifici. Nel 1459 Papa Pio II convocò una grande Dieta in Mantova nel corso della quale proclamò una crociata contro i Turchi. Per lunghi decenni tra le massime entrate nei bilanci gonzagheschi erano le condotte militari, proventi derivanti dal capitanato degli eserciti di stati alleati. Il culmine del prestigio per i Gonzaga si ebbe con Federico II, figlio di Isabella d'Este, che dal 1530 divenne Duca di Mantova, titolo concesso dall'Imperatore Carlo V dopo aver ricevuto una ingente somma. Nel 1536 in seguito al matrimonio tra Federico II e Margherita Paleologo ci fu l'annessione del lontano Marchesato (poi Ducato) del Monferrato.

Nel 1627, estinta la linea primogenita, il ducato passerà ad un ramo cadetto della famiglia, i Gonzaga-Nevers, francesi. La successione di un "francese", Carlo I, in un feudo imperiale, tra l'altro di enorme importanza strategica non poté che originare una forte reazione dell'Imperatore germanico. Nel 1630 l'Imperatore nel corso della seconda guerra di successione del Monferrato (1627-1631) inviò un esercito di 36.000 Lanzichenecchi, i quali presero d'assalto la città, devastandola e diffondendoci la peste. Gli abitanti si ridussero a solo 6.000 e Mantova ne uscì profondamente cambiata: i fasti di un tempo e il prestigio resteranno solo un vago ricordo.

L'ultimo dei Gonzaga-Nevers, Ferdinando Carlo, si dimostrò politicamente inetto e inadeguato al ruolo. Si alleò con i francesi, al tempo della guerra di successione spagnola. Per paura del castigo imperiale, si rifugiò a Venezia, portando con sé quadri, gioielli, monili e denaro. Alla sua morte, nel 1708, venne dichiarato decaduto per fellonia e la sua famiglia perse tutti i diritti sul Ducato di Mantova che passò alla casa d'Austria e nel 1745 fu unito allo Stato di Milano.

Gli austriaci tennero Mantova per quasi un secolo, dal 1707 al 1797, periodo durante il quale principalmente su impulso dell'imperatrice Maria Teresa, si impegnarono a ridare dignità alla città. Questa prima fase di dominazione austriaca si concluse con l'avvento delle truppe di Napoleone Bonaparte, a seguito di un lunghissimo assedio, durato dal 4 giugno 1796 al 2 marzo 1797.

Con il Congresso di Vienna del 1815 gli Austriaci ripresero possesso di Mantova e ne fecero uno dei capisaldi del famoso quadrilatero difensivo costituito dalle altre tre piazzaforti di Peschiera, Verona, Legnago. La città, di fatto, divenne un'enorme caserma dove erano acquartierati ben 10.000 soldati provenienti dalle diverse nazioni inglobate nell'impero d'Austria. Le angherie dei regnanti generarono moti liberali e cominciarono a diffondersi le idee d'indipendenza ed unità d'Italia. In questa atmosfera, negli anni successivi la sconfitta subita nella Prima Guerra d'Indipendenza (1848/1849), tra il 1851 e il 1853, avvennero le esecuzioni dei Martiri di Belfiore, da molti ritenuta una delle pagine più tristi, ma al tempo stesso più gloriose del Risorgimento italiano, che d'altronde interessò il territorio della Provincia di Mantova anche durante la Seconda Guerra di Indipendenza (1859).

Nel 1866 Mantova, assieme al Veneto, entra a far parte del Regno d'Italia.

 

 

 

 

 

Piazza Sordello
Duomo
Panoramica dal lungolago
Palazzo Ducale
Piazza delle Erbe
Il castello
Panoramica in notturna
Palazzo Ducale "La cacciata dei Bonacolsi"
Palazzo Te - Sala dei Giganti