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SAN BENEDETTO PO


La "Montecassino del Nord", situata nella Bassa Oltrepadana, racchiude nello splendido complesso dell'Abbazia di San Benedetto (chiamata anche Abbazia Di Polirone) sette secoli di storia, arte e cultura. La struttura nata sotto l'impulso dei Canossa nel X-XI secolo cresce sino al XVII secolo arricchendosi di stili quali il romanico, il gotico, il barocco e grazie alla creatività di importanti mani come quelle di Giulio Romano. San Benedetto Po offre ai visitatori la possibilità di "vivere" varie fasi della storia dell'arte in un'unica tappa.

San Benedetto è l'ideale per una tappa intermedia fra le zone adiacenti al fiume Po. La visita parte dalla Piazza Teofilo Folengo. L'attrazione principale è proprio nelle immediate vicinanze della Piazza. In quest'ambiente si sviluppa la struttura dell'Abbazia di "Polirone". Il nome "storico" del complesso trae origine dai fiumi "Po" e "Lirone", l'Abbazia, infatti, cresce nel X-XI secolo in questa zona difesa dai due fiumi. Decisivo l'impulso della famiglia Canossa che diede inizio all'edificazione, di quello che poi é l'attuale complesso, con una modesta cappella. Questa costruzione sarebbe potuta rimanere immutata nei secoli, ma la storia le avrebbe riservato ben altra sorte. Nel corso degli anni, infatti, diverse "mani" hanno lasciato la loro impronta modificando l'assetto del complesso che ha quindi assimilato le varie tendenze dell'arte, da quelle romaniche a quelle gotiche a quelle rinascimentali. Il più importante intervento è sicuramente quello apportato dall'Architetto Giulio Romano. Al visitatore non sfuggirà che lo stato della struttura non è sicuramente quello dei tempi migliori. La sensazione, poi confermata dai locali, è che la mancanza di finanziatori impedisca il mantenimento e la ristrutturazione che questo complesso meriterebbe.

 

Chiostro di San Simeone

Tramite una porta laterale si raggiunge il chiostro tardogotico (1458-fine secolo) con grandi bifore ad arco ogivale ed alternanza di colonne e pilastri. Si possono ammirare affreschi della vita dell'eremita Simeone, alcuni di questi sono però irriconoscibili.


Sala del Capitolo

Raggiungibile dal chiostro ha portato alla luce dei restauratori tombe di Abati.


Chiostro di San Benedetto

Se si passa dal chiostro di Simeone a questo di San Benedetto la prima sensazione è quella di un salto nel tempo. Questa struttura rinascimentale con affreschi di Giuseppe Ravelli e Bernardino Parenzano permette al visitatore meno esperto di comprendere la differenza di stili delle varie edificazioni. Nelle vicinanze del chiostro la INFERMERIA NUOVA (1584) e il REFETTORIO GRANDE (1478-79).


Museo civico polironiano

Contiene il patrimonio del Monastero, una sezione per il carro agricolo padano, attrezzi della "fatica contadina" e la grafica del pittore Antonio Ruggero Giorgi. Purtroppo anche questo Museo è vittima della "chiusura nei giorni festivi".


La Basilica

Anche la Basilica è il frutto di diverse mani. Nella facciata e soprattutto nella parte inferiore dove nell'impianto architettonico di stile classico si può riconoscere la mano di Giulio Romano. La parte superiore è più tarda. L'interno conserva nella struttura le linee dell'arte gotica, la decorazione appartiene ad epoche successive mentre varie tele e statue impreziosiscono le navate.


Chiesa di Santa Maria

La Chiesa è datata 1151. Al suo interno mosaici pavimentali raffiguranti la lotta fra il Bene e il Male, figure di animali ed umane. I lavori di restauro hanno portato alla luce affreschi d'epoca giottesca.

Chiesa di S.Maria
Particolare del giardino interno del chiostro