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Sirmione

 

Sirmione è un comune della provincia di Brescia, il cui centro storico sorge su una penisola che divide il basso Lago di Garda.

Sirmione è cittadina a forte vocazione turistica: le importanti vestigia romane e medioevali rappresentano un importante meta di turismo culturale. Con importante centro termale.

Antico insediamento umano, con tracce di antropizzazione risalenti fino al neolitico (V° millennio a.c.), è diventato centro urbano rilevante durante l'età romana (I° secolo a.c.).

A partire dal V° secolo d.c. diviene area fortificata e di controllo dei commerci tra Verona e Brescia. Nel corso del tardo Medioevo, sotto il controllo di Verona, divenne un'importante piazzaforte scaligera, soprattutto per via della sua posizione strategica e della sua facile difendibilità. E' a questo periodo che risale la costruzione del Castello Scaligero (XIII° secolo), costituito nel punto più stretto della penisola, immediatamente prima dell'allargamento del promontorio.

 

Resti di villaggi palafitticoli dell'età del bronzo (XVIII - XVI sec. a.C.) sono stati scoperti nella zona del Lido delle Bionde e delle Grotte. I villaggi furono abbandonati attorno al 1200 a.C. forse per la crescita di livello del lago o per l'invasione di nuove popolazioni.

La zona tornò ad essere abitata solo in epoca romana, grazie anche alla posizione strategica, tra le due città di Verona e Brixia. Era quindi un importante punto di sosta sulla via Gallica (strada che collegava Bergamo e Verona) e ipotesi di studio propongono l'esistenza di una mansio (stazione di sosta) situata a Colombare, all'altezza dell'attuale incrocio con la strada statale, oppure alla Lugana Vecchia, tra Colombare e Peschiera. Nel centro storico di Sirmione, nella piazzetta Mosaici, sono stati rinvenuti resti di un edificio databile al primo secolo d.C., di notevole ricchezza.

E' possibile inoltre che già al tempo dei romani vi fosse un canale difensivo nel punto più stretto della penisola (là dove gli Scaligeri costruirono poi la rocca) e che vi fosse anche un ingresso in corrispondenza del ponte levatoio scaligero.

Sicuramente però, quando si parla di Sirmione romana, la grandiosa testimonianza dell'importanza del paese all'epoca è data dalle imponenti rovine che dominano la punta della penisola, le cosiddette "Grotte di Catullo". Molto spesso i turisti che si recano a visitare i resti della grande Villa Romana, la più vasta dell'Italia settentrionale, restano profondamente delusi: si trovano davanti "cumuli di sassi" proprio là dove speravano di addentrarsi in grotte carsiche, con tanto di stalattiti e stalagmiti. Ciò che induce in inganno è infatti la denominazione, peraltro molto antica, dei resti: "Grotte di Catullo".

Già nel XV sec. ci si riferiva alle rovine con quell'appellativo, giustificato dal fatto che al tempo le vestigia apparivano come caverne seminterrate e ricoperte di vegetazione.

 

Grotte di Catullo

Edificata tra il I° secolo a.c. ed il I° secolo d.c. dalla ricchissima e potente famiglia veronese dei Valerii, è stata probabilmente una delle residenze del famoso poeta latino Catullo. Estesa su un'area di quasi 2 ettari, con imponenti fondazioni scavate nella roccia del promontorio, l'enorme costruzione su tre livelli è andata in parziale rovina fin dal III° secolo d.c. Attualmente l'antico piano nobile (il livello più alto) è pressochè scomparso, mentre sono ancora presenti i due livelli inferiori.

Nel corso del Medioevo e dell'età moderna i paesani di Sirmione usarono parte delle mura come materiale di costruzione per la case locali. Nel corso del XX° secolo la villa è stata sottoposta ad importanti interventi di manutenzione e risistemazione.

Il castello- ingresso dal ponte elevatoio
Vista aerea del castello
Particolare delle "Grotte di Catullo"
Particolare delle "Grotte di Catullo"
Uno dei tanti scorci naturalistici